martedì 2 marzo 2010

Pollo in umido. E Laura Fedele.

Pianista tosta, e vantante autoironica.  Nel brano proposto è accompagnata da Lelio Lorenzetti (flugelhorn), Marcello Rosa (trombone), Claudio Perelli (clarinetto), Laura Fedele (piano e voce), Lino Patruno (chitarra), Marco Ratti (basso), Walter Ganda (batteria). La registrazione è del 1986.
Pollo in umido, ingredienti per 4 persone:
Un pollo novello di circa 1 kg.
Mezzo kg di patate a pasta gialla tagliate a fette.
Una cipolla di media grossezza affettata.
2 spicchi d'aglio schiacciati.
Mezzo bicchiere d'olio exv.
50 gr di burro.
Mezzo bicchiere di vino bianco secco.
Per la salsa: 
1 cipolla tritata.
Un rametto di rosmarino e un pò tritato.
Una foglia di alloro.
Mezzo bicchiere di olio.
200 gr di pomodori maturi.
1 noce di burro.
Sale e una punta di peperoncino o pepe.

Procedimento: Tagliate a piccoli pezzi il pollo, poi lavatelo e asciugatelo. Fatelo rosolare con l'olio in una padella con la cipolla, l'aglio, il burro e un poco di sale, non appena l'aglio si sarà colorito toglietelo e quando il pollo avrà preso una bella colorazione bionda, innaffiatelo con il vino e aggiungete l'alloro. Intanto in un tegame soffrigete il trito di cipolla e il rosmarino nell'olio caldo, non appena la cipolla sarà appassita ma non molto aggiungete i pomodori (pelati e private dai semi) e le patate, salate un poco e spolverate con il peperoncino o il pepe. Lqasciate cuocere la salsa per una ventina di minuti e poi unitela al pollocon qualche fiocchetto di burro. Continuate in ultimo la cottura nel forno preriscaldato a 200°C per ancora 20 minuti.
Impiantate e servite decorando. 
Vi consiglio come vino un Chianti di medio corpo dei Colli Senesi Riserva. 
E visto che parliamo di volatili vi racconto questa breve storia commovente tratta dal libro "Il maiale che cantava alla luna", di Jeffrey Moussaieff Masson.


 « William Henry Hudson, uno dei più grandi studiosi di ornitologia, racconta la storia di un uomo che aveva visto una coppia di oche in una regione selvaggia a sud di Buenos Aires poco dopo che gli stormi avevano iniziato la migrazione verso sud. "La femmina camminava con passo fermo verso sud, mentre il maschio, in piena agitazione e chiamandola a gran voce di tanto in tanto, camminava davanti a lei e continuava a voltarsi a guardare e chiamare la compagna". Poi il maschio prendeva il volo e guardava ancora dietro di sé per controllare se la compagna lo seguiva. Purtroppo lei non poteva: aveva un'ala spezzata. Era partita per il lungo viaggio verso le isola Falkland a piedi. Lui non voleva lasciarla, così, dopo qualche centinaio di metri, atterrava e l'aspettava. Volava un po' in avanti per mostrarle la strada, poi ritornava "di continuo, chiamandola con i gridi più furiosi e penetranti, insistendo perché spiegasse le ali e volasse con lui verso la loro casa lontana".
E per finire un proverbio.
 Si voi campari beni, pigghia u mundu comu veni.
Se vuoi vivere bene prendi il mondo come viene

17 commenti:

Luca and Sabrina ha detto...

Buonissimo il tuo tegame di pollo, proprio il tipo di piatti che ci piacciono da impazzire, così ricchi e saporiti. Mi sa che prendiamo spunto da te e mettiamo in tavola pollo domani sera, è da così tanto che non ne cuciniamo!
Ma ce la fa la coppia di oche a raggiungere la loro casa lontana?
Un abbraccio da Sabrina&Luca

Lady Boheme ha detto...

Carissimo Max, anche questo è un altro magnifico post! Un brano bellissimo che mi segue nella lettura di questa saporita e invitante ricetta! Molto bravo anche nella scelta del Chianti dei Colli Senesi.
Le immagini delle oche sono bellissime e la storia è dolcissima e molto commovente!
Il proverbio di stasera è veramente una grande lezione di vita!
Ho avuto in dono un premio che ho messo a disposizione per te e per tutti gli altri amici blogger. Se ti fa piacere è tuo! Un caro saluto e a presto

terry ha detto...

Invitante davvero questo pollo! :)
un sughetto da "tocio" :)

Nina's Recipes ha detto...

Ciao Max, bon giorno a tutti de casa tue; la pollo riceta mi piace multo
(I make something similar)la storia
de geese bellissima, end the proverb
very realistic! Mile grazie!
Caci, baci...ci vediamo soon! :)))
(how do you like my broken Italian language? hey, I'm learning...)

fantasie ha detto...

Quanto mi piace il pollo fatto in questa maniera! Figurati che quando ero piccola, e non mangiavo il pollo, questo era l'unico modo per farmelo assaggiare!
Baci e ti aspetto!

Max ha detto...

Grazie per il vostro passaggio, Nina stai migliorando tantissimo, vedrai che quanto imparerai perfettamente, un bacio a tutti.

Luciana ha detto...

Davvero buono...da provare...baci

emamama ha detto...

ottimo il pollo fatto in
questo modo..
dolcissimo il racconto sulle oche...
quanto vorrei fare come insegna il tuo proverbio...spero un giorno di
riuscirci....
un abbraccio Enza

Scarlett: ha detto...

daccordissimo col proverbio,ottima la ricetta e belle le foto,insomma e' sempre un piacere fare un salto da te!!!cari saluti

♥ stefy ha detto...

il pollo con le patate , ho voglia di farlo...buono!

Maria ha detto...

Excelente frango para um jantar, boa musica, bom vinho, boa conversa, boa companhia.
Excelentes escolhas...
Beijinhos

Fimère ha detto...

excellente recette j'adore le poulet frit ça doit être savoureux
bonne soirée

leoletta ha detto...

Max, un pollo doppiamente ricca, accompagnata da questa musica bellissima.
Besos.

Federica ha detto...

adoro il pollo...preparato così c'è proprio da leccarsi i baffi!! complimenti!!!

il sapore del verde ha detto...

Bravo come sempre Max, riesci ad associare piatti e musica con vera maestria, cosa non semplice. A presto. Deborah

Damiana ha detto...

Max è un vero piacere conoscerti per i tuoi piatti gustosi,ma soprattutt è un piacere leggerti!Quelle oche stamattina mi hanno un pò trasportato con loro.L'anima ogni tanto ha bisogmo di questi viaggi Ciao e grazie per la visita così ti ho potuto conoscere !

Lady Boheme ha detto...

Carissimo Max, grazie della gradita visita, un abbraccio e a presto

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